Economia Industria 

Noberasco, svolta storica: il fondo Fürstenberg prende la maggioranza e la famiglia resta socia di minoranza nell’industria alimentare ligure

Dopo oltre un secolo di guida familiare, cambia l’assetto della storica azienda della frutta secca e disidratata: il nuovo ingresso punta a consolidare il rilancio dopo il risanamento del debito e ad aprire una nuova fase di crescita in Italia e all’estero

Una svolta storica, di quelle che segnano un prima e un dopo, per uno dei marchi più conosciuti dell’industria alimentare ligure. Noberasco S.p.A. ha comunicato che il fondo “illimity Credit & Corporate Turnaround Fund”, oggi gestito da Fürstenberg SGR S.p.A., ha acquisito la maggioranza del capitale sociale della società. La famiglia Noberasco, che per generazioni ha guidato l’azienda, resta nell’assetto come azionista di minoranza, in un’operazione che viene presentata come passaggio chiave per accompagnare il rilancio e la crescita dello storico gruppo.

Il cambio di controllo arriva al termine di un percorso già avviato da tempo e non rappresenta una rottura improvvisa, ma piuttosto l’evoluzione di una fase di risanamento industriale e finanziario che negli ultimi anni ha profondamente trasformato la società. Il nuovo assetto, infatti, si inserisce in continuità con il turnaround avviato da Noberasco, percorso che aveva già portato, nel dicembre 2024, alla ridefinizione dell’indebitamento complessivo e alla conferma di Flavio Ferretti come amministratore delegato, ruolo che continua a ricoprire anche nella nuova fase.

La società, in sostanza, prova ora a passare dal tempo della messa in sicurezza a quello del rilancio vero e proprio. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la posizione del marchio nelle principali catene della grande distribuzione organizzata, accelerare sul canale Horeca, presidiare con più decisione il consumo fuori casa con prodotti healthy e spingere l’espansione in nuove geografie, anche internazionali. È una traiettoria che punta a valorizzare un brand storico, ma con una logica di mercato più ampia e strutturata, sostenuta da una governance finanziaria diversa rispetto al passato.

L’operazione ha anche un valore simbolico nel mondo della finanza specializzata. Si tratta infatti della prima realizzata dalla SGR del gruppo Banca Ifis dopo il rebranding in Fürstenberg SGR, e viene presentata come una conferma del ruolo della società come partner per imprese storiche italiane con marchi forti e competenze industriali consolidate. In questo quadro, Noberasco diventa un caso emblematico: un’azienda identitaria, con una lunga storia familiare, che sceglie di affrontare una nuova fase affidandosi a un socio di maggioranza finanziario per sostenere crescita e stabilità.

A rendere ancora più rilevante la notizia è il peso della storia industriale che c’è dietro questo nome. Noberasco nasce nel 1908, quando Benedetto Noberasco fonda ad Albenga una ditta individuale dedicata alla lavorazione e alla distribuzione della frutta del territorio. Fin dagli inizi, però, l’azienda mostra una vocazione che supera i confini locali: oltre ai prodotti liguri, comincia a trattare datteri e uva passa, aprendo una strada che la porterà presto a diventare un punto di riferimento nazionale nel settore della frutta secca e disidratata.

Già nel 1915 l’impresa sviluppa traffici importanti con l’estero, in particolare attraverso i collegamenti con Marsiglia, con importazioni di datteri dalla Tunisia ed esportazioni dirette soprattutto verso la Germania. Dopo la Prima guerra mondiale entra in azienda Pier Luigi Noberasco, figura centrale nella crescita del marchio, e nel 1920 la società diventa la prima in Italia a importare albicocche dalla Spagna. Sono passaggi che raccontano una cultura imprenditoriale precoce, capace di muoversi tra innovazione commerciale e intuizione industriale.

Negli anni tra le due guerre, l’azienda sperimenta anche sistemi innovativi di conservazione a freddo sui carri ferroviari. È il periodo in cui nasce pure uno dei simboli più riconoscibili del marchio, la celebre ballerina della confezione “Marsigliese”, ispirata a una danzatrice francese realmente esistita. Nel dopoguerra, tra il 1946 e il 1951, la sede viene spostata a Genova, pur mantenendo l’operatività ad Albenga, mentre la presenza commerciale si amplia con filiali in Italia e presenze associate anche in città straniere come Parigi, Londra e Monaco di Baviera.

Negli anni Cinquanta e Sessanta Noberasco consolida la leadership italiana, sviluppa una rete di magazzini e realizza un moderno stabilimento ad Albenga. Nel 1968 arriva un ampliamento importante del sito produttivo, con celle frigorifere, impianti di lavorazione a caldo, macchinari per l’igienizzazione, sistemi di confezionamento sottovuoto e informatizzazione. Negli anni Settanta, con la terza generazione, l’azienda si struttura come società per azioni e riceve riconoscimenti per l’export; nel 1979 Pier Luigi Noberasco viene nominato Cavaliere del Lavoro.

La storia aziendale non è stata lineare. Nel 1985 un incendio colpisce lo stabilimento di Albenga, ma la società reagisce e rilancia. Nel 1986 arriva anche il riconoscimento internazionale Golden Nut a Pier Luigi Noberasco, segnale di un prestigio costruito nel tempo non solo sul mercato italiano. Negli anni Novanta, con Gian Benedetto Noberasco e Gabriele Noberasco, l’azienda rafforza la presenza nella grande distribuzione e amplia la gamma prodotti. Nel 2003 l’apertura del sito Agrifood di Vado Ligure consente un salto dimensionale nella capacità produttiva, soprattutto nel confezionamento di frutta essiccata morbida senza conservanti.

Il ritorno simbolico alle origini arriva nel 2005, con l’apertura ad Albenga del primo negozio aziendale in via dei Mille, insieme a una rivisitazione in chiave contemporanea dell’icona della «Marsigliese». Tra il 2008 e il 2015, nel pieno delle celebrazioni del secolo di attività, nascono anche i primi concept store monomarca a Milano e Torino; nel 2015 l’azienda supera per la prima volta i 100 milioni di euro di fatturato. Nel 2016 si formalizza il passaggio alla quarta generazione con Mattia Noberasco e Gabriele Noberasco, mentre nel 2017 viene inaugurato il polo industriale di Carcare, presentato come uno dei più avanzati per automazione logistica e produttiva. Nel 2020 il gruppo entra nel segmento dei tostati con l’acquisizione di Noccioltost e nel 2022 ottiene il riconoscimento di Marchio storico di interesse nazionale.

Proprio per questo, il passaggio della maggioranza a un fondo rappresenta un cambiamento profondo non solo societario ma anche simbolico: per la prima volta la famiglia non controlla più direttamente la storica azienda ligure. La continuità, tuttavia, non viene totalmente recisa. La famiglia resta nel capitale, e la narrazione ufficiale insiste sull’idea dell’affiancamento, non della sostituzione, in un modello in cui identità industriale e supporto finanziario dovrebbero procedere insieme.

In questo senso pesa anche il percorso di risanamento compiuto negli ultimi due anni. Dopo la domanda di composizione negoziata presentata nell’ottobre 2022, il debito della società sarebbe passato da circa 117 milioni di euro agli attuali 40 milioni. Un ridimensionamento molto rilevante dell’esposizione, che ha consentito di stabilizzare la struttura patrimoniale e di creare le condizioni per un nuovo piano di sviluppo. È su questa base che il nuovo socio di maggioranza prova a costruire la fase successiva, con una strategia che potrebbe in prospettiva includere aggregazioni future o altre operazioni straordinarie.

Le dichiarazioni diffuse con l’annuncio vanno tutte in questa direzione. Gian Benedetto Noberasco, presidente onorario della società, sottolinea che l’azienda dal 1908 ha sempre investito sul futuro attraverso ricerca, innovazione e sviluppo, aggiungendo che la nuova governance e la rinnovata fiducia degli investitori permetteranno al marchio storico di avanzare verso nuovi traguardi. Paola Tondelli, amministratore delegato di Fürstenberg SGR, evidenzia invece il potenziale del brand, definito un’eccellenza del food italiano, e ribadisce la volontà del fondo di accompagnare Noberasco in una nuova fase di crescita, rafforzandone il posizionamento competitivo in Italia e all’estero.

La partita, ora, sarà tutta nell’equilibrio tra memoria e mercato. Da un lato c’è un nome che in Liguria e non solo richiama una tradizione ultracentenaria, un’identità familiare e un pezzo di storia industriale italiana. Dall’altro c’è la necessità di competere in un settore sempre più affollato, con consumatori che cambiano, canali distributivi da presidiare e margini da ricostruire dopo anni difficili. La sfida della nuova Noberasco comincia qui: mantenere il peso del marchio, ma con una struttura finanziaria e una governance capaci di reggere il mercato di oggi.


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